Lo spazio scenico di compone di finestre montate su ruote che consentono spostameti rapidi, continui e che trasformano l’ambiente. Tali oggetti, ideati dal regista Roberto Andolfi, sono stati ricercati e costruiti a mano dai membri del collettivo diventando parte integrante del processo creativo e della visione condivisa dello spettacolo.
Il notaio Crisaldo, affiancato da Santiago, fanno da voce al giudizio morale mentre i due servi si trasformano in tre servette che animano la scena con energia e ironia.
Al grande classico del seicento viene data vita nuova trasportando la vicenda nell’Italia degli anni cinquanta. I personaggi sono interpretati a rotazione da più attori con passaggi fluidi e a vista.